Responsabilità Civile e Penale del Volontario

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Spesso durante i corsi di formazione i frequentanti si pongono domande come: “Se massaggio male e il paziente muore, vado in galera?”. Oppure nei casi più¹ tragici: “Quindi se faccio questo corso e vedo un incidente mi tocca per forza intervenire?”. Questo articolo è finalizzato a chiarire le responsabilità civili e penali di un soccorritore in servizio (e non solo).

Iniziamo distinguendo i due profili:

Responsabilità  Civile: consegue alla commissione di un danno ingiustificato ad altri, ed è punibile con la condanna al pagamento del risarcimento pecuniario del danno.

Responsabilità  Penale: consegue alla commissione di un reato previsto dal codice penale. La sanzione può essere in denaro o la reclusione.

A differenza di quella civile che può essere “trasferibile” quella penale è personale, ciò significa che per la commissione di una fattispecie di reato, sia esso un delitto o una contravvenzione, è responsabile solo il soggetto agente, colui che ha posto in essere la condotta antigiuridica.

Vorrei subito ricordare che sul piano giuridico un volontario è equiparato ad un lavoratore dipendente. Essere volontario quindi non esonera da alcuna responsabilità né rende immuni.

Un altro tipo di responsabilità prevede sanzioni di tipo disciplinare, che però può variare di associazione in associazione, e spesso è diversa per un volontario piuttosto che per dipendente. Quindi data la varietà dell’argomento non lo tratterò.

Un soccorritore nell’espletamento del servizio è considerato un incaricato di un pubblico servizio (attenzione, da non confondere con la figura del pubblico ufficiale). Un volontario che si trova per caso sulla scena di un incidente e decide di intervenire non è un incaricato di pubblico servizio. Va comunque detto che in una simile situazione un soccorritore formato non ha le stesse responsabilità  di un laico, ma dovrà  agire in base alle proprie competenze per non commettere il reato di omissione di soccorso.

In generale, ciò che qualifica come colposa una condotta nella commissione di un reato può essere:

  • negligenza
  • imprudenza
  • imperizia

Queste tre fattispecie costituiscono la cosiddetta colpa generica, in contrapposizione a quella specifica che ricorre con la violazione di regolamenti, ordini ecc ecc…

La colpa generica è regolata da un canone di massima empirica, non strettamente legale: si rimette al giudice di merito la decisione ponderata su massime d’esperienza, derivanti da condotte tenute in casi similabili, di valutare in concreto se l’azione tenuta sia stata in linea con una diligenza, prudenza o perizia medie, proprie dell’agente medio in circostanze analoghe.

Che obblighi ha quindi un soccorritore?

  • Obbligo di denuncia – se un volontario nell’espletamento del servizio assiste o ritiene che ci sia stato un reato, ha l’obbligo di denunciarlo alle autorità  competenti.
  • Obbligo del segreto professionale – il soccorritore non deve in alcun caso divulgare fatti o circostanze in cui si sia trovato nell’espletamento del servizio.
  • Obbligo d’intervento – il soccorritore in servizio, deve eseguire un soccorso specifico ed appropriato alle condizioni della persona soccorsa.
  • Obbligo del rispetto della privacy: durante lo svolgimento del servizio si viene inevitabilmente a contatto con i dati sensibili della persona soccorsa (nome, indirizzo, stato di salute), tutti dati che devono essere custoditi con massima discrezione.

Che cosa può quindi fare un soccorritore volontario?

  • Riconoscere e valutare i parametri vitali e le principali alterazioni.
  • Eseguire le manovre rianimatorie di base (massaggio cardiaco esterno e ventilazione artificiale) e l’utilizzo del DAE se in possesso della qualifica.
  • Somministrare ossigeno secondo i protocolli o su autorizzazione della centrale operativa.
  • Immobilizzare colonna vertebrale, bacino ed arti.
  • Praticare un’emostasi solo nei casi di estrema necessità .
  • Proteggere e medicare temporaneamente le ferite.
  • Assistere ad un parto di emergenza.
  • Sottrarre un ferito o un malato da imminenti situazioni di pericolo senza mettere a rischio la propria sicurezza.

L’elenco può essere ampliato o ridotto spostandoci fra regioni. Un esempio potrebbe essere l’impiego di LUCAS (dispositivo meccanico per compressione toracica).

In rete potete trovare degli articoli più corposi e a stampo più tecnico come questo. Ho voluto semplificare quanto possibile i punti principali della questione con la speranza di aver reso la questione più chiara per il lettore.

Un sentito ringraziamento va a Luca P.  per l’aiuto nell’interpretazione e semplificazione degli argomenti giuridici. 🙂